1987 – Umiltà e francescanità nei “Promessi Sposi”

Umiltà e francescanità nei “Promessi Sposi”, Pisa, Giardini, 1987, pp. 266.

Umiltà e francescanità

In copertina: Alessandro Manzoni, La Pentecoste, strofa 15, trascrizione autografa del 1822

Presentazione

Le vicende del romanzo sono consegnate più ai gesti di quotidiana solidarietà che all’ostentazione di eroiche imprese. Anche la morale ubbidisce alle esigenze di un mondo che accomuna aristocratici e popolari in una paritaria dimensione di uomini uguali dinanzi al precetto evangelico. Al potere e all’arroganza il Manzoni contrappone la solidarietà in una condizione sociale di uguaglianza e di sollecitudine con l’intento di una convinta prospettiva di amore per il prossimo e di compartecipazione ai suoi travagli. Questa morale permea la struttura sociale e il clima comunitario del romanzo. Il cristianesimo, perciò, filtrato attraverso il modello francescano, impegna la cultura del Manzoni, che rivive con animo moderno e con consapevole adesione l’insegnamento del santo di Assisi per razionale conquista di un esempio impareggiabile.

Recensioni e segnalazioni