Recensioni – Lo spirito e la carne

Recensioni e segnalazioni, in ordine cronologico di pubblicazione

Luciano Nanni, Literary.it, 6 (2014).

Saggistica. Una raccolta di “conferenze tenute in differenti sedi e in tempi diversi” (IV di copertina): quindi una sistemazione di argomenti di notevole interesse, accresciuto dallo stile dell’autore, che non venendo meno al rigore documentale lo sviluppa però con un andamento narrativo che rende la lettura particolarmente piacevole. A iniziare dalla mistica (cap. I) la cui ‘fisicità’ fa comprendere quei risvolti che esulano da una stretta condizione, e in talune manifestazioni il carattere individuale di tale esperienza.

Un altro esempio probante si ha sul pensiero di Antonio Rosmini (1797-1855), teologo e filosofo, che per voler riesaminare in prospettiva non esclusivamente dogmatica la tradizione cristiana incontrò serie difficoltà; la frase di Pio IX “la libertà di stampa e di associazione sono intrinsecamente cattive” (p. 65) ci dice in che tipo di contesto il Rosmini dovette operare. Se tutti i soggetti esaminati sono considerevoli, i capitoli su D’Annunzio, in special modo nei suoi rapporti con il francescanesimo, risultano davvero illuminanti.

Non solo ci si discosta da una certa ‘agiografia’ dannunziana fondata su stereotipi, ma si cerca di capire quali e quante furono le specifiche risonanze in un uomo che sotto diversi aspetti fu straordinario, sia pur contraddittorio, come del resto per la dualità di alcune persone; la sua capacità psicologica lo fa ‘immedesimare’ con l’altro: sarebbe sufficiente scorrere l’epistolario per verificare la diversità di considerazione su letterati, artisti e musicisti; quindi il saper riconoscere ove esiste l’originalità (cfr. 3b. L’estetica nei rapporti con gli altri). La complessità, come l’essenzialità, sono prerogative ugualmente significative.

Per ciò che riguarda il cardinal Federico Borromeo, cfr. note alla voce Di Ciaccia in Literary. Per dare un’idea delle competenze dell’autore basti dire che l’indice dei nomi di persona occupa ben sedici pagine.

 

Giovanni Spagnolo, «L’Italia Francescana», 3 (2014) 551-553.

Il prof. Francesco Di Ciaccia, già docente liceale, professore universitario, apprezzato saggista e critico letterario, raccoglie in questo volume, come leggiamo in quarta di copertina, «conferenze tenute in differenti sedi e in tempi diversi», in cui «accosta problematiche inerenti alla sfera della spiritualità e della carnalità», rievocando il titolo dato alla raccolta. L’Autore, con molta sincerità, non fa mistero dello scopo ultimo di questa pubblicazione e, nella Premessa, scrive: «La presente raccolta di testi relativi a Conferenze e discorsi pubblici, comprensivi anche di presentazioni di libri, è dovuta al mio desiderio di lasciare traccia di una attività culturale legata alla mia dedizione alla ricerca critica, in campo storico e letterario, e alla mia attività di studioso in ambito universitario – presso la cattedra di storia del cristianesimo dell’Università degli studi di Milano – e poi di divulgatore» (p. 7). Sempre nella Premessa il prof. Di Ciaccia elenca, con meticolosità, i materiali con i quali sono stati intessuti i singoli capitoli e dai quali deduce i rispettivi titoli che incuriosiscono il lettore e lo invitano alla lettura, agevolata senza dubbio dall’impaginazione limpida e dall’armoniosa distribuzione del testo. Nel primo capitolo l’Autore si sofferma su un argomento, “La mistica”, certamente non all’ordine del giorno nell’attuale dibattito culturale, dipanando i punti essenziali e declinando i vari aspetti di questo fenomeno comune a tutte le esperienze religiose. Nel capitolo secondo, “Pellegrinaggio e mimesi mistica”, ripercorre in sintesi la storia dei “Sacri Monti” e nei particolari il “Pellegrinaggio a Gerusalemme di Jost von Meggen”, attraverso “Peripezie e interessi sacri e profani”. Attinente all’ambito della spiritualità è il capitolo terzo in cui il prof. Di Ciaccia presenta “Alcune figure ecclesiastiche”, nello specifico Suor Maria Anna Sala, con il suo carisma educativo, Antonio Rosmini “pensatore scomodo” e Gioachino da Fiore, conosciuto per le sue profezie apocalittiche legate all’avvento dell’Anticristo. A Francesco d’Assisi e al francescanesimo sono dedicati il capitolo quarto, “L’umanista Andrea Alciato. Contro la corruzione francescana” e l’interessantissimo e corposo capitolo quinto, “Discorsi francescani” che offrono all’Autore l’opportunità di leggere l’esperienza del Poverello d’Assisi «di cui si sente parlare un po’ ovunque ma del quale, molto spesso, poco si sa di quale rivoluzione sia stato l’ideatore frustrato» (quarta di copertina), oltre e di là dei luoghi comuni che, di volta in volta, lo hanno «contraffatto … serafico e ingentilito». Ancora in quarta di copertina leggiamo: «Tra spiritualità e carnalità, poi, si pone colui che sa coniugare le due dimensioni come espressioni, omogenee e contigue, del dinamismo vitale: si tratta di quel Gabriele d’Annunzio che, in questo libro, rappresenta l’esponente della congiunzione carne-spirito e al contempo uno dei più acuti indagatori di santo Francesco». E proprio a D’Annunzio, con il suo francescanesimo estetizzante, il prof. Di Ciaccia ha riservato molte delle sue attenzioni di ricercatore e letterato come documentano, se ce ne fosse bisogno, i capitoli a lui dedicati in questa raccolta: il sesto, “D’Annunzio e il fantasma francescano”, e il settimo, “D’Annunzio: l’unità spirito-carne”. Il risvolto controverso al mondo dello spirito, quello demonologico, è analizzato dall’Autore nel capitolo ottavo, “Lo spirito diabolico: la demonologia secondo Federico Borromeo”, una vera e propria sorpresa per chi conosce il cardinale Borromeo così come Manzoni lo descrive nei Promessi Sposi. Il capitolo nono, “La peste del corpo e la peste dello spirito”, e decimo, “La peste”, riprendono le riflessioni del Manzoni sul male morale, “peste” dello spirito, per concretizzarsi nella “carne” sotto forma di peste bubbonica, quella appunto evocata nel romanzo manzoniano. La conclusione della raccolta è collocata dal prof. Di Ciaccia nel capitolo undicesimo, con il titolo generico “Semi di cultura” che possiamo dividere, seguendo le sue indicazioni, in due parti. Nella prima l’Autore presenta un rapido excursus letterario sui temi fondamentali che segnano la vicenda umana: la patria, la madre, l’amore, la morte, mentre nella seconda parte sono riportate le sue Presentazioni ad alcune raccolte poetiche, nella convinzione che la poesia «da sempre, è considerata ‘espressione della vita nello spirito’, ma che è anche espressione della vita nella carne» (quarta di copertina). Prima di concludere vogliamo segnalare, e nello stesso tempo complimentarci con il prof. Di Ciaccia, gli assai interessanti e utili “Riferimenti bibliografici” posti alla fine di ogni capitolo che testimoniano, ancora una volta, della sua passione di bibliofilo, studioso e ricercatore. Anche l’“Indice dei nomi di persona”, che chiude il volume, si rivela, a modo suo, uno strumento prezioso per conoscere l’identità degli autori citati e la loro specializzazione, ricomponendo quell’universo culturale in cui l’Autore ha saputo muoversi con straordinaria competenza. Vorremmo infine confermare e incoraggiare il prof. Di Ciaccia, in quantum possumus, che «la forma divulgativa della comunicazione culturale» (p. 7) da lui scelta, si rivela vincente nel nostro orizzonte sociologico sempre più immerso nell’informatica e sempre meno abilitato alla frequentazione e all’utilizzo dei libri “in carne e ossa”, cioè cartacei. Giovanni Spagnolo

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