Osculati, R., 1985

Roberto Osculati, Umanità e religione, Milano, Istituto propaganda libraria, 1985, pagine 293, «Studi e Fonti di Storia Lombarda. Quaderni Milanesi», 11 (1986) pagina 200.

 

Copertina, Osculati, Umanità e religione, 1985

 

 

Testo della recensione

Il libro si impone per la ricchezza problematica e per l’articolazione logica, pur essendo costituito di articoli e lezioni precedenti: esso fluisce, con logica interna, dalle considerazioni sulle funzioni della filosofia ai rapporti tra natura, religione, estetica, storia e politica, dai ragguagli teoretici e storico-filosofia alla «esperienza» della fede nei suoi terreni esistenziale, espressivo e dottrinale.

In questo ambito, che è di largo respiro e insieme di meditata saggezza specifica, si inseriscono argomenti teologici e culturali di particolare importanza, quale quello sulla libertà e lo Spirito. Questo tema, appunto, benché sulla scia di una già consolidata ermeneutica pluridecennale – di cui l’Osculati stesso, oltre al Cantalamessa, è maestro affermato -, ci è parso estremamente sollecitante come filo conduttore che presiedette, pur criticamente o addirittura contraddittoriamente, alle espressioni della cultura moderna. L’Autore esamina infatti proposte basilari di filosofi, che vanno dagli umanisti (Cusano, Ficino, Fico della Mirandola, ecc.) a Spinoza, Hegel, Lukàcs, Husserl, Bloch.

Tutti i problemi sono trattati con la consueta limpidità linguistica e la scioltezza stilistica che caratterizzano le opere dell’Osculati, ed evidenziano una personale acquisizione dei contenuti sul piano sia teorico, sia pastorale. Per questo, noi li riteniamo meritevoli di esser letti da tutti coloro che, richiedendo come fondamento un’idea criticamente solida ed umanamente garantita, volessero ripercorrere i grandi temi di costante e di recente attualità (come quello della scienza, dell’ecologia, del lavoro, e quello del dolore, ecc.), e rivisitare alcuni fondamentali sistemi di pensiero, avendo, anche, il conforto di un maturo equilibrio delle componenti espositive. [Francesco di Ciaccia]

 

 

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