2009 – Federico Borromeo, De cognitionibus

Federico Borromeo, De cognitionibus quas habent Dæmones liber unus, a cura di Francesco di Ciaccia, traduzione dal latino di Francesco di Ciaccia, Roma, Biblioteca Ambrosiana – Bulzoni, Milano (Fonti e Studi 9, Classe di studi borromaici), 2009, pp. 282.

 

De cognitionibus. Copertina

In copertina: Francesco Maria Guaccio, Compendium maleficarum, Mediolani, Ex Collegij Ambrosiani Typographia, 1626, pagina 38
«[…] de libro vitæ, […] in libro mortis» (pagina 39)

 

Presentazione

Il presente libro di Federico Borromeo, per la prima volta edito e per la prima volta tradotto in italiano, costituisce la sua opera più impegnativa in campo demonologico, poiché affronta un tema difficile: la capacità e la modalità dei demoni di conoscere le cose, sia soprannaturali, sia naturali, e anche il loro limite a tal riguardo. Tuttavia l’Autore accosta anche molti ambiti concreti dei demoni: le loro potenzialità – e, anche in ciò, le restrizioni a cui soggiaccioni – per quanto concerne il loro operare nel mondo naturale e nel mondo umano. Molte concezioni appaiono ovviamente superate; ma l’importanza dell’opera resta indubbia sul piano teoretico e sul piano storico, dato che sono prese in considerazione molte opinioni e dottrine che vanno dai filosofi classici agli scrittori coevi all’età di Federico Borromeo, tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento.

 

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