2004 – Letizia di feste e canzoni

Francesco d’Assisi. Letizia di feste e canzoni, Milano, Rosetum, 2004, pp. 20.

 Letizia di feste e canzoni, Copertina

Presentazione

Francesco amava cantare. Già nella vita in famiglia, con i suoi amici, era un grande allegrone. Poi continuò ad essere allegro, anche quando intraprese una vita nuova. Vicino a morire, difese un principio di fondo: non c’è bisogno di sceneggiate. Basta esser felici! Cantava, e chiese che gli si suonasse e si cantasse. Il suo superiore, Elia Bombarone, lo ammonì che non stava bene farsi udire dalla gente, accalcata fuori la Porziuncola, cantare e suonare: il morente – esortò – piangesse per i propri peccati, si facesse sentire piagnucolare…! Secondo una fonte più vicina a Francesco, lo Specchio di perfezione, che lasciò una notizia proveniente direttamente da frate Leone e poi passata nei Fioretti, il morituro rinfacciò a frate Elia, con tutto “l’impeto” che poteva esprimere il moribondo: “Tu mi dicevi [a Foligno] che non sarei sopravvissuto più di due anni. […] Adesso lasciami godere nel Signore e cantare le sue lodi in mezzo alle mie sofferenze […]”.

 

 

 

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