Angelini, C., [1973]

Cesare Angelini, I discorsi di Assisi, Milano, Bignami, [1973], pagine 221, «L’Italia francescana», 4-5 (1987) pagine 565-566.

 

Testo della recensione

Benché non concernano specificamente san Francesco, questi discorsi di Cesare Angelini, predicatore e scrittore dalla limpidissima parola, sono stati pronunciati ad Assisi, dichiaratamente città prediletta dall’Autore, proprio in quanto patria del Santo. Il volumetto espone le verità evangeliche con quella sovrana semplicità e purezza che all’Angelini deriva dalla profondità dì spirito e dalla francescanità del cuore; esso illustra e spiega anche alcuni episodi del Vangelo, come l’incontro di Gesù con le donne, la visita di Cristo al suo paese, l’ascensione del Signore, ecc.

La francescanità dell’Angelini è evidentissima nello stile della scrittura, che non temerei di riconoscere come esempio di quel predicare che l’Assisiate esigeva ed insegnava: puro, limpido, schietto anche quand’è colto, e al contempo vibrato su un affetto che è dolce e sereno, senza retorica. Esemplifichiamo con uno squarcio francescano: «Fu Francesco d’Assisi che, tornando di Terrasanta nel 1224, con dentro gli occhi la visione di Betlemme e della sua santa notte, fece all’Italia e al mondo il dono del presepio, che, partito dall’Umbria, come i Fioretti e il più bello dei Fioretti, diventò elemento caratteristico d’una civiltà, d’un modo di vivere e di esprimersi. E dopo che il presepio è entrato in ogni chiesa, per noi andare a Betlemme vuoi dire andare a riconoscere il presepio storico e diventare personaggi del presepio vivente» (pp. 66-67).

Si tratta dunque di un piccolissimo libro tutto da gustare nelle sue profonde parole, di cui vorremmo consigliare la lettura a tutti coloro che attendono pensieri sicuri ed utili in una prosa facile, corretta e agile. [Francesco di Ciaccia]

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