San Francesco, la pietra e la selva. Scritti francescani in Val Rendena con la Premessa La corporalità come cifra dell’anima di Francesco
Francesco d’Assisi, la pietra e la selva. Scritti francescani in Val Rendena, con Premessa La corporalità come cifra dell’anima di san Francesco, Milano, Opus minus editrice (Scritti di Francesco Di Ciaccia, Minima franciscana – 2), 2026.

La predilezione di san Francesco d’Assisi per la solitudine lo portò a trascorrere prolungati periodi di preghiera nel digiuno. Il presente opuscolo coglie alcune caratteristiche del suo amore per la solitudine: la tendenza verso luoghi impervi e magari rocciosi, comunque immersi nella natura – le selve! – e, quanto ai luoghi chiusi, la propensione per le chiesette anguste e appartate. L’esposizione si muove tra esempi tratti dalla storia di san Francesco e da esempi tratti da una valle trentina, la Rendena. Le mie riflessioni possono servire a evidenziare le caratteristiche indicate e alcune a scandagliare una sua originalità: “la corporalità come cifra dell’anima di Francesco”. Un contemplativo che insegnava agendo il corpo.